Morbo di Crohn o rettocolite? Tutto quello che devi sapere

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria dell’intestino (così come la rettocolite ulcerosa) che
colpisce principalmente l’ultima parte dell’intestino tenue e il colon. E’ caratterizzata da una condizione
cronica di diarrea, dolore addominale, febbre, perdita di peso.

Morbo di Crohn o rettocolite

Chi si ammala più spesso di morbo di Crohn?

In Italia si stimano tra i 45000 e i 60000 pazienti affetti da morbo di Crohn, ma questi dati sono
probabilmente sottostimati e in costante incremento. La prima insorgenza del morbo di Crohn è nella
giovinezza, tra i 14 e i 24 anni, ma in altri casi è possibile anche avere insorgenza dei sintomi tra i 50 e i 70
anni e talvolta in età pediatrica. Si ammalano uomini e donne con la stessa frequenza.

Quali sono le cause del morbo di Crohn?

La causa è sconosciuta, ed è probabilmente da ricercare in fattori ambientali ed ereditari (ovvero ci si
ammala con più probabilità se un familiare è affetto dalla stessa malattia), ma anche nello stile di vita,
come ad esempio il fumare sigarette. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), invece, possono
portare ad un aggravamento o ripresa dei sintomi del morbo.

Quali sono i sintomi del morbo di Crohn?

Il morbo di Crohn si manifesta con dolore addominale acuto ciclico e diarrea spesso notturna
accompagnata da conseguente perdita di peso, dolore a livello perianale, febbre, gonfiore addominale,
fistole e ragadi anali.
Tali sintomi non sono di una gravità tale da essere causa di morte, ma questi possono favorire lo sviluppo di
condizioni ben più importanti e in alcuni casi potenzialmente fatali come infezioni batteriche a livello
intestinale o renale, ostruzioni intestinali, calcoli renali e biliari, infiammazioni diffuse in distretti anche
diversi dalla sede intestinale (ad esempio si può avere infiammazione oculare), eritema nodoso. Nel
bambino si osserva anche un’interruzione nella crescita.

Questa patologia, inoltre, aumenta il rischio di cancro dell’intestino tenue e del colon, pertanto è
fortemente consigliato fare screening a tutti i pazienti affetti da morbo di Crohn, con particolare attenzione
a coloro che hanno ricevuto la diagnosi prima dei 40 anni e a quelli con specifiche comorbidità.
Si osserva anche un malassorbimento di nutrienti a livello intestinale come vitamine (B12, D, K), di calcio, o
generalizzato.

Come si diagnostica il morbo di Crohn?

Il morbo di Crohn si diagnostica con una serie di indagini mediche quali: esame completo del sangue
(emocromo), con particolare attenzione a valori specifici quali VES e proteina C reattiva, colonscopia, esami
di diagnostica per immagini e esami delle feci.

Come si cura il morbo di Crohn?

La riduzione dell’infiammazione e dei sintomi associati al morbo di Crohn avviene per mezzo di farmaci
quali antibiotici, immunosoppressori, antidiarroici, antinfiammatori, anticorpi monoclonali anti-Tnf
(anticorpi che bloccano le citochine che generano l’infiammazione).
Uno studio molto recente (febbraio 2022) del dottore Silvio Danese, pubblicato sulla rivista scientifica “The

Lancet Gastroenterology & Hepatology”, mette in evidenza come l’anticorpo monoclonale ustekinumab
può costituire una terapia di ultima generazione nel trattamento dell’infiammazione da morbo di Crohn.

Morbo di Crohn o rettocolite

Cos’è la rettocolite ulcerosa?

La rettocolite (o colite) ulcerosa è una patologia di tipo cronico caratterizzata da riacutizzazioni di diarrea
solitamente emorragica, dolore addominale acuto e febbre. A differenza del morbo di Crohn, che è un’altra
malattia infiammatoria intestinale, non abbiamo la presenza di fistole o ascessi.
Se la malattia non è curata adeguatamente e tempestivamente, l’infiammazione cronica e il conseguente
danno strutturale delle cellule intestinali è quello che favorisce l’insorgenza del cancro al colon fino al 30%
dei pazienti.

Chi si ammala più spesso di rettocolite ulcerosa?

Tutti si possono ammalare di rettocolite ulcerosa, ma la malattia è più comune tra i 14 e i 24 anni, ma
anche tra i 50 e i 70 anni. In Italia ha una prevalenza di circa 70 casi su ogni 100mila abitanti.
Quali sono le cause della rettocolite ulcerosa?
La causa è sconosciuta, ed è probabilmente da ricercare in fattori ambientali ed ereditari (ovvero, ci si
ammala con più probabilità se un familiare è affetto dalla stessa malattia).

Quali sono i sintomi della rettocolite ulcerosa?

Episodi di rettocolite ulcerosa consistono generalmente in attacchi di diarrea violenti con sangue e muco,
accompagnati da gravi crampi intestinali e talvolta febbre alta. Ogni episodio può durare fino a diverse
settimane.

Come si diagnostica la rettocolite ulcerosa?

Tra gli esami che si possono prescrivere ad un paziente che presenta i sintomi di rettocolite ulcerosa ci
sono: esami del sangue e delle feci, sigmoscopia o colonoscopia, ecografia o radiografia con clistere
baritato dell’addome. Vengono talvolta anche prescritte delle analisi per verificare la presenza o l’assenza
di batteri o parassiti.

Come si cura la rettocolite ulcerosa?

La riduzione dell’infiammazione e dei sintomi associati alla rettocolite ulcerosa avviene per mezzo di una
dieta alimentare specifica, farmaci (aminosalicilati, corticosteroidi, immunosoppressori, loperamide,
farmaci biologici), integratori di calcio e vitamina D e talvolta l’operazione chirurgica.
Diversi studi clinici molto recenti (2020 – 2022) del professore Silvio Danese, direttore dell’Unità Operativa
di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Ospedale San Raffaele e professore ordinario di
gastroenterologia, indicano nel farmaco “Ozanimod” un’efficace trattamento nei pazienti affetti da
rettocolite ulcerosa.
Questo farmaco, già usato nel trattamento della Sclerosi Multipla, è un immunomodulatore che blocca
l’azione dei linfociti e che quindi riducono quella che è l’infiammazione.

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