
Negli ultimi anni, la camminata sta vivendo una rinascita come pratica terapeutica, trasformandosi da semplice attività fisica a vero e proprio strumento di benessere mentale e fisico. Dai programmi di “walking therapy” prescritti dai terapeuti alle iniziative di “green prescriptions” nel sistema sanitario britannico, questo antico gesto sta conquistando un nuovo status nella medicina moderna.
La scienza dietro i benefici
Ancora più interessante, una recente ricerca pubblicata negli Annals of Internal Medicine ha scoperto che le persone che raggruppano i loro passi quotidiani in camminate più lunghe e ininterrotte hanno rischi radicalmente inferiori di morte precoce e malattie cardiache rispetto a coloro che si muovono per brevi tratte sporadiche. Questo suggerisce che non è solo la quantità di movimento a contare, ma anche la modalità con cui lo si accumula.
Una meta-analisi che ha coinvolto 17 studi e 226.889 persone provenienti da Australia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Norvegia e Spagna ha confermato che i benefici per la salute iniziano a 3.967 passi al giorno per ridurre la mortalità per tutte le cause e a 2.337 passi al giorno per ridurre il rischio di mortalità per cause cardiovascolari.
La rivoluzione della salute mentale

Uno degli aspetti più rivoluzionari riguarda l’impatto sulla salute mentale. Uno studio spagnolo del 2024 ha scoperto che aumentare i passi giornalieri è collegato alla riduzione dei sintomi depressivi, con coloro che camminano 7.000 passi al giorno che sperimentano il 31% di probabilità in meno di depressione rispetto a chi cammina 5.000 passi o meno.
Una recente meta-analisi dell’Università di Lancashire, che ha esaminato 73 studi controllati randomizzati con quasi 5.000 adulti con depressione, ha rivelato che l’esercizio fisico, inclusa la camminata, ha prodotto riduzioni moderate dei sintomi depressivi paragonabili alla terapia psicologica.
La ricerca sulle passeggiate nella natura ha mostrato risultati particolarmente promettenti. Le prove di una revisione sistematica suggeriscono che gli interventi di camminata nella natura possono migliorare l’umore, il senso di ottimismo, il benessere mentale e la connessione con la natura negli adulti.
La “walking therapy” entra negli studi professionali
Un fenomeno emergente è l’integrazione della camminata nelle sedute di psicoterapia. Uno studio canadese ha esplorato l’integrazione della camminata nella psicoterapia per traumi in ambito ospedaliero, scoprendo che il 91% dei pazienti avvicinati ha acconsentito a partecipare e si è utilizzato lo strumento della camminata nel 67% delle sessioni totali di terapia .
Gli psicoterapeuti che praticano la walking therapy riportano diversi vantaggi: camminare può facilitare il dialogo, attraverso sia il movimento fisico che la configurazione fianco a fianco che è più confortevole per molte persone rispetto al sedersi faccia a faccia, secondo quanto pubblicato su Psychology Today.
Le “prescrizioni verdi” nel sistema sanitario

Il Regno Unito è all’avanguardia nell’implementazione di quello che viene chiamato “green social prescribing” – la prescrizione di attività basate sulla natura come parte del trattamento clinico. Le prescrizioni sociali verdi si riferiscono alla prescrizione di attività che coinvolgono la natura, che possono includere attività fisiche all’aperto come camminare, progetti di giardinaggio o coltivazione alimentare e meditazione in spazi verdi e blu.
Il programma NHS Forest ha sviluppato “Green Health Routes” – percorsi che collegano ambulatori medici a spazi verdi locali. Le Green Health Routes possono aiutare i pazienti ad accedere agli spazi verdi locali come parte di uno stile di vita sano, e il programma lavora a stretto contatto con i professionisti sanitari inclusi i medici di base e gli operatori di prescrizione sociale .
La Nuova Zelanda, pioniera in questo campo dal 1998, ha ottenuto risultati impressionanti: il 71% dei pazienti che hanno ricevuto una prescrizione verde ha notato cambiamenti positivi a lungo termine nella loro salute.
Benefici che vanno oltre la salute individuale
Gli effetti della camminata si estendono anche alla salute pubblica e ambientale. Uno studio del 2025 pubblicato su PNAS ha analizzato dati da 11.587 città in 121 paesi, dimostrando che camminare e andare in bicicletta sono attività che emettono praticamente zero inquinamento e aiutano le persone a integrare l’attività fisica nelle loro routine quotidiane.
Perché ora?

Questo ritorno della camminata come pratica terapeutica può essere attribuito a diversi fattori convergenti. La pandemia di COVID-19 ha evidenziato l’importanza dell’accesso agli spazi aperti e ha spinto milioni di persone a riscoprire il camminare come attività sicura e accessibile. Contemporaneamente, la crescente crisi di salute mentale globale e l’insoddisfazione per i trattamenti puramente farmacologici hanno creato una domanda per approcci più olistici e naturali.
La tecnologia ha paradossalmente giocato un ruolo positivo: app di tracking e smartwatch hanno reso il monitoraggio dell’attività fisica più accessibile e motivante, mentre la ricerca neuroscientifica ha fornito le basi scientifiche che la medicina moderna richiede per validare pratiche tradizionali.
In conclusione, il ritorno della camminata come cura rappresenta un cambiamento di paradigma nella medicina moderna: dal trattamento puramente sintomatico alla prevenzione attiva, dall’intervento farmacologico all’approccio olistico. Con evidenze scientifiche sempre più solide, sistemi sanitari nazionali che la incorporano nei loro protocolli e una popolazione globale alla ricerca di soluzioni sostenibili per il benessere, la camminata si sta affermando non come una moda passeggera, ma come un pilastro fondamentale della salute del XXI secolo.
Sitografia
- American Heart Association: “Walk this way – it’s quite good for you”;
- Pub Med Central: “Walk-and-Talk Therapy Versus Conventional Indoor Therapy”;
- Harvard Health: “5 surprising benefits of walking”.