Mente multitasking nell'era delle performance

Mente multitasking: effetti sul cervello e consigli per gestirla

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Di Maria Caso

Pensi di essere più performante e produttivo/a negli impegni di lavoro e personali grazie alla tua mente multitasking?

Finalmente riesci a destreggiarti tra diversi impegni, passi da un compito all’altro senza alcun problema: leggi le mail, mentre mangi, e ascolti contemporaneamente la voce della giornalista che racconta le ultime news al telegiornale. Intanto, stai pensando al cliente che devi contattare, ai bambini da prendere a scuola di danza e, perché no, scrolli al volo il feed di Instagram. Non si sa mai.

Ti senti al top, super produttivo/a e fiero/a di quanto tu riesca a performare nelle tue giornate. Sei esattamente ciò che la società dei numeri, delle ambizioni e della produttività vuole che tu sia. Sei stata/o davvero brava/o.

Eppure, sono certa che tu stia ignorando quei segnali che il tuo corpo e il tuo cervello stanno cercando di mandarti ormai da settimane, se non mesi. Mal di testa ricorrenti, stress, ansia, tachicardia e l’attenzione che spesso cala. Fai fatica a concentrarti e, a volte, ti capitano vuoti di memoria.

Siamo davvero sicuri che il cervello sia programmato per il multitasking?

In questo articolo, proveremo a comprendere cosa ci dicono le Neuroscienze sulla mente multitasking e quale impatto abbia sul nostro cervello, sulla nostra salute e sulla nostra quotidianità il passaggio da un compito ad un altro. Proveremo, inoltre, a mettere in pratica delle semplici abitudini per imparare ad interrompere e gestire il pilota automatico.

Mente multitasking: significato e effetti sul cervello

Multitasking digitale: l'impatto dei dispositivi e dei social media

Quante volte hai sentito dire che il cervello è come un computer? Ecco, per spiegare la mente multitasking dobbiamo servirci dell’informatica. Il termine multitasking (in italiano multi-processualità) è stato, infatti, utilizzato per la prima volta in riferimento ai primi computer programmati per svolgere più compiti contemporaneamente.

Secondo questo concetto, la nostra mente sarebbe in grado di svolgere più funzioni allo stesso tempo.
Un’idea che guida l’entusiasmo sociale e culturale sulle infinite potenzialità del cervello e che alimenta la voglia e il bisogno di riempire le giornate di impegni e attività performanti.

La vera diffusione del multitasking a livello globale ha avuto inizio con l’avvento dei dispositivi elettronici che, se da un lato hanno semplificato e ottimizzato alcuni compiti, alleggerendo il carico a spese della mente umana, dall’altro ci hanno restituito più tempo e risorse da destinare ad ulteriori attività.

Ciò ha innescato una sorta di cortocircuito che ci porta riempire le nostre giornate di impegni, ponendo fattivamente il cervello sotto una continua pressione.

Inoltre, la tecnologia e, in particolare i social media, ci sottopongono quotidianamente ad un numero sempre crescente di informazioni da processare, frutto di una tendenza allo “scroll dei feed” e a passare da una piattaforma all’altra in modo compulsivo.

Ma in che modo tutto ciò viene elaborato dal cervello? E, soprattutto, la mente è davvero multitasking?

Gli effetti del multitasking sul cervello

Le neuroscienze mostrano che il cervello umano non è programmato per svolgere più compiti contemporaneamente: esso reagisce e si adatta piuttosto agli stimoli provenienti dall’ambiente. Questo spiega perché la pratica del multitasking si sia diffusa in modo capillare con l’avvento dei dispositivi elettronici, in un contesto che, come abbiamo visto, ci sottopone a un numero sempre crescente di sollecitazioni.

Ciò non significa che la propensione a gestire più attività fosse assente nei nostri antenati; semplicemente, essi non erano esposti alla stessa intensità e varietà di stimoli che caratterizzano la nostra vita.

Il sistema cognitivo si è, quindi, adattato a rispondere agli stimoli e a gestire compiti ravvicinati, inducendo la mente a percepirsi multitasking. In realtà, ciò che sembra simultaneità è solo un rapido passaggio da un compito all’altro.

Le aree cerebrali, infatti, non operano in parallelo, ma in serie: come strade che si alternano, non si attivano mai nello stesso momento, sia che impieghino risorse simili (due stimoli sensoriali), sia diverse (un compito motorio e uno percettivo). Ciò accade perché ciascun compito richiede tutte le risorse cerebrali a disposizione.

Ma chi si occupa di gestire questo passaggio da un’attività a un’altra?

Mente multitasking e attenzione

L’attenzione è l’attore principale nella mente multitasking, perché rappresenta la vera “sentinella del cervello”: un meccanismo che filtra e seleziona le informazioni utili al compito in corso, relegando gli stimoli irrilevanti sullo sfondo.

Mentre pensi di svolgere due attività contemporaneamente, quindi, l’attenzione sta continuamente filtrando le informazioni rilevanti per svolgere un compito per volta.

Ma allora come mai riusciamo ad ascoltare il telegiornale mentre mangiamo?

La risposta è semplice: si tratta di due attività che coinvolgono risorse attentive diverse. Ascoltare richiede concentrazione e controllo consapevole, mentre mangiare è un processo automatizzato, che non necessita di un eccessivo carico attentivo, se non in condizioni particolari e/o di rischio.

L’attenzione, quindi, funziona come un meccanismo di commutazione: quando un nuovo stimolo o compito si presenta, il cervello, e in particolare la corteccia prefrontale, interrompe l’azione in corso per dedicarsi al nuovo obiettivo, salvo poi tornare a quello iniziale. Se le attività sono semplici o familiari, percepiamo di svolgerle in parallelo, anche se in realtà le alterniamo rapidamente.

Tuttavia, questo continuo spostamento di attenzione e risorse affatica le funzioni esecutive — memoria di lavoro, pensiero critico, controllo inibitorio, autocontrollo e pianificazione — fondamentali per produttività e organizzazione.

Resta, quindi, una domanda cruciale: quale prezzo paga la mente multitasking in termini di efficienza e benessere psico-fisico?

Rischi e benefici di una mente multitasking

Iniziamo subito sfatando il mito della mente multitasking come fautrice di soli benefici (almeno secondo quanto le neuroscienze ci hanno dimostrato finora) e provando a comprenderne i rischi con lo scopo di gestire quelle situazioni in cui la nostra mente è sotto pressione.

Come abbiamo visto, il multitasking aumenta il carico cognitivo, il che si traduce in un peggioramento di alcune funzioni nel breve e nel lungo periodo.

Vediamone di seguito alcuni effetti.

Carico cognitivo e produttività

Carico cognitivo e multitasking

Uno studio recente ha evidenziato che il passaggio da un compito all’altro comporta una perdita di efficienza pari al 40%. Questo fenomeno è legato all’affaticamento delle funzioni esecutive e all’eccessivo carico cognitivo che rendono difficile al cervello gestire attività consecutive. Ne derivano una compromissione della memoria di lavoro e della capacità di concentrazione, con conseguente calo della produttività.

L’impatto negativo si manifesta anche nel rallentamento generale dell’attività cerebrale: più aumenta il carico, più il cervello impiega tempo per passare da un compito all’altro, persino quando si tratta di processi automatizzati.

Multitasking, distraibilità e prestazioni

Contrariamente all’idea comune, il multitasking facilita la distraibilità: abitua l’attenzione a inseguire continuamente nuovi compiti, sottraendola a quello iniziale. Si attiva così un automatismo per cui il sistema cognitivo tende a “saltare” da un task all’altro, rendendo più difficile “riprendere il filo” di ciò che si stava facendo.

La maggiore distraibilità e il calo di concentrazione dovuti al sovraccarico aumentano la probabilità di errore, riducendo efficienza e prestazione.

Ebbene sì, quando pensi di aver concluso più attività in breve tempo, ricontrolla i risultati: potresti renderti conto di aver commesso degli errori.

Salute mentale e neurologica

Il multitasking mette in difficoltà non solo il sistema neurologico e cognitivo, ma anche la sfera psicologica. Studi recenti hanno evidenziato un aumento di ansia e depressione nei soggetti maggiormente esposti o predisposti al multitasking, conseguenza di livelli più elevati di stress e di un marcato affaticamento mentale.

Inoltre, svolgere più attività contemporaneamente genera una iperattività neuronale e una maggiore eccitazione che, se protratte nel tempo, possono avere effetti sul cervello e aumentare il rischio di disturbi neurologici e sistemici. Resta ancora incerto se tali conseguenze possano determinare modifiche durature nella struttura e nel funzionamento cerebrale.

In ogni caso, fai attenzione ai segnali del tuo corpo e della tua mente: mal di testa ricorrenti, affaticamento cognitivo e spossatezza potrebbero essere dei segnali della tua mente multitasking.

Benefici del multitasking

Se sei arrivato/a a questo punto pensando di essere entrato/a in un loop distruttivo, stai tranquillo/a! Le Neuroscienze dimostrano che gli effetti della mente multitasking non sono totalmente negativi. La buona notizia è che esistono anche effetti positivi, soprattutto se il passaggio da un task all’altro non diventa compulsivo.

Trovando il giusto equilibrio nello svolgimento delle tue attività, potrai ottenere diversi benefici, come:

  • miglioramento delle funzioni anticipatorie, ossia tutte quelle funzioni che permettono al cervello di anticipare stimoli o azioni da compiere;
  • flessibilità e capacità di passare da un’attività all’altra;
  • miglioramento di capacità cognitive, quali memoria di lavoro e attenzione;
  • miglioramento di funzioni esecutive, quali pianificazione degli obiettivi e problem solving.

A questo punto viene automatico chiedersi: in che modo gestire la mente multitasking e trovare il giusto equilibrio?

Mente multitasking: consigli pratici per gestirla

Forse non ti renderai conto, ma la mente multitasking lavora con il pilota automatico, ossia passa da un’attività all’altra senza che tu riesca a controllarla.

Si tratta di un meccanismo automatizzato, che, tuttavia, puoi provare a gestire. Il vero punto di partenza è la consapevolezza del momento presente, ossia avere la piena percezione di ciò che il tuo corpo, i tuoi sensi e la tua mente vivono.

Questo ti permetterà di essere cosciente ogni qualvolta la tua mente passa da un’attività all’altra ed eventualmente di bloccare questo pilota automatico.

Vediamo, allora. dei consigli pratici per provare a gestire e controllare la tua mente multitasking.

Organizza e pianifica la tua giornata di lavoro

Pianificazione lavoro, impegni e giornata

Per evitare di trovarti sopraffatto/a da mille task da svolgere, pianifica la tua giornata dividendo ciascun compito in piccoli blocchi: a ciascuno dedicherai 20/30 minuti per poi passare al successivo.
Se dovessi impiegare di più, semplicemente respira e prenditi più tempo. Se proprio non riesci a gestire le tue attività giornaliere, prova a combinare attività che richiedono elevata concentrazione con attività automatiche.

In ogni caso, dovresti porti dei limiti: non caricarti di impegni. Metti al primo posto la tua serenità e il tuo benessere e cerca di disciplinare la tua mente multitasking.

Dedica, inoltre, un momento preciso della giornata alla lettura di mail, messaggi e chat. In questo modo, non dovrai continuamente interrompere l’attività a cui ti stai dedicando ed eviterai di sovraccaricare il tuo sistema cognitivo, educando la tua mente multitasking alla disciplina.

Crea il giusto ambiente di lavoro

Evita o prova a limitare ogni tipo di distrazione: disattiva le notifiche di messaggi e mail mentre ti dedichi ad altri compiti. Scegli uno spazio che non abbia distrazioni e crea, se possibile, un ambiente di lavoro confortevole. L’ordine mentale parte dall’ordine nel contesto che ti circonda.

Metti in pausa i social

Impara a disintossicarti dai social medi che sono i principali responsabili della mente multitasking. Quante volte ti ritrovi a scrollare il feed di Instagram o a passare da Facebook a TikTok senza nemmeno rendertene conto e solo per noia?

Impara a porti dei limiti e ad utilizzare i social con consapevolezza. Forse potresti disinstallarli se non sono indispensabili per il tuo lavoro e la tua vita, oppure potresti provare a dedicare un breve momento della giornata a questa attività, facendo attenzione a non perderti.

Pratica la mindfulness

Mindfulness per gestire il multitasking

Se ne parla tanto e sembra una semplice moda; in realtà, il motivo per cui è entrata a far parte della cultura occidentale è legato ad uno stile di vita sempre più stressante e frenetico. La mindfulness aiuta a calmare la mente multitasking, a gestire i pensieri e le attività da svolgere, a concentrarti sul momento presente.

Quando parliamo di mindfulness non ci riferiamo solo alla pratica meditativa, ma ad un insieme di mini-pratiche che potresti applicare in ogni momento della giornata per riconnetterti con il momento presente.

Adotta uno stile di vita sano

La salute del cervello parte dallo stile di vita, che ne determina la flessibilità, favorendo la plasticità cerebrale. Per cui, adotta semplici accorgimenti per migliorare il tuo benessere cerebrale e controllare la mente multitasking.

  • Pratica esercizio fisico, allenando sia la forza che la resistenza.
  • Dedicati ad attività cognitivamente stimolanti: non parliamo del lavoro, pulizie, hobby, cucina, ma di giochi dedicati alla stimolazione cerebrale, che potenziano concentrazione, memoria, attenzione.
  • Instaura delle buone e sane relazioni sociali: comunicare e interagire con gli altri offre un buon allenamento per il cervello, oltre a permettere di mettere in standby la mente multitasking.
    Ogni attività che ti permetta di rallentare e staccare dai pensieri della routine è ben accetta.
  • Presta attenzione allo stile alimentare: opta per una dieta mediterranea, per alimenti ricchi di omega 3, fibre e nutrienti. Riduci grassi saturi e zuccheri che aumentano il rischio di infiammazione e malattie neurodegenerative.
  • Prenditi cura del tuo riposo: le neuroscienze del sonno ci spiegano quanto dormire bene sia fondamentale per una cervello in salute e una mente presente e rilassata.

Il consiglio è di iniziare a lavorare su tutti questi aspetti, partendo da quello che ti riesce più facile, senza rimandare ulteriormente.

Conclusioni

La mente multitasking è diventata una realtà interna a ciascuno di noi, una sorta di meccanismo automatizzato, divenuto sempre più comune con l’avvento dei dispositivi digitali, dei social media e di un sistema sociale che ci spinge ad essere sempre più performanti.

Conoscere i meccanismi cerebrali che si attivano quando svolgiamo più compiti contemporaneamente è fondamentale per aumentare la consapevolezza di quanto un eccessivo carico cognitivo possa essere dannoso e controproducente per il nostro cervello e il nostro benessere generale.

E, una volta acquisita questa consapevolezza, non resta che mettere in pratica dei piccoli esercizi quotidiani che aiutino a spezzare il loop della mente multitasking e disinnescare il pilota automatico.

Se vuoi aiutare anche i tuoi amici a lavorare sulla propria mente multitasking, condividi con loro questo contenuto e contribuisci con Fastcura a diffondere conoscenza e consapevolezza del corpo, della mente e del benessere personale.

Bibliografia e sitografia

Scritto da Maria Caso – MSc Neuroscienze, Junior Copywriter

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